Parlare con Dio, Francisco Fernández Carvajal. Meditazione quotidiana

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Mercoled� 24 Maggio 2017 


Meditazione quotidiana di Parlare con Dio
Stampare - Letture della messa

OFFRIRE LE AZIONI DELLA GIORNATA

I. Per scandire la nostra vita il Signore ci ha dato la notte e il giorno. «Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia» . E ogni nuovo giorno ci ricorda che dobbiamo proseguire i lavori interrotti e rinnovare i progetti e le speranze.

Ogni giorno comincia, in un certo modo, con una nascita e finisce con una morte; ogni giornata è come una vita in miniatura. Alla fine il nostro passaggio nel mondo sarà stato santo e gradito a Dio se avremo fatto in modo che ogni giornata piacesse a Dio, dall'alba al tramonto. Ma anche la notte, perché anch'essa l'abbiamo offerta al Signore. Disponiamo solo dell'"oggi" da santificare. «Il giorno al giorno ne affida il messaggio»; il giorno di ieri sussurra all'oggi, e suggerisce da parte del Signore: «Comincia bene». «Comportati bene "adesso", senza ricordarti di "ieri" che è già passato, e senza preoccuparti di "domani", che non sai se per te arriverà». Il giorno di ieri è scomparso per sempre, con tutte le sue opportunità e tutti i suoi pericoli. Di esso ci sono rimasti solo motivi di contrizione per le cose che non abbiamo fatto bene, e motivi di gratitudine per gli innumerevoli benefici, grazie e cure che abbiamo ricevuto da Dio. Il "domani" è ancora nelle mani del Signore.

Quel che dobbiamo santificare è l'oggi. E come incominciarlo, se non offrendolo a Dio? Solamente chi non conosce Dio e i cristiani tiepidi cominciano la loro giornata in un modo qualsiasi. L'"offerta delle azioni" al mattino è un atto di pietà che indirizza bene il giorno, che lo orienta a Dio fin dalle prime ore, così come la bussola indica il nord. L'"offerta delle azioni" ci dispone fin da subito ad ascoltare e ad accogliere le innumerevoli ispirazioni e mozioni dello Spirito Santo per la giornata, che non si ripeteranno mai più. «Ascoltate oggi la sua voce: non indurite il cuore». E Dio ci parla ogni giorno.

Diciamo al Signore che oggi vogliamo servirlo, che vogliamo essere coscienti della sua presenza. «Rinnovate ogni mattina, con un serviam deciso - ti servirò, Signore! -, il proposito di non cedere, di non cadere nella pigrizia o nella noncuranza, e di affrontare i doveri con più speranza, con più ottimismo, ben persuasi che se in qualche scaramuccia saremo vinti, potremo superare lo smacco con un atto di amore sincero». Le nostre azioni giungeranno al cospetto di Dio se le offriremo attraverso sua Madre, che è anche Madre nostra.

II. Anche i primi cristiani vivevano la consuetudine di offrire la giornata a Dio.

San Paolo esortava i primi cristiani a offrire l'intera giornata a Dio. Raccomandava ai primi cristiani di Corinto: «Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio». E ai Colossesi: «E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre».

Molti buoni cristiani hanno l'abitudine di rivolgere il loro primo pensiero a Dio. E subito viene il "minuto eroico", che è un efficace aiuto per fare bene l'offerta delle azioni e cominciare bene la giornata. «Il minuto eroico. - È l'ora, esatta, di alzarti. Senza vacillare: un pensiero soprannaturale, e... su! - II minuto eroico: ecco una mortificazione che fortifica la tua volontà e non indebolisce la tua natura». «Vinciti ogni giorno, fin dal primo momento, alzandoti puntualmente, a ora fissa, senza concedere nemmeno un minuto alla pigrizia. Se, con l'aiuto di Dio, ti vinci, ti sarai molto avvantaggiato per il resto della giornata.

È così deprimente sentirsi vinto alla prima scaramuccia!».

Anche se non è necessario legarsi a una formula concreta, conviene avere un modo abituale di vivere questa pratica di pietà, così utile perché poi tutta la giornata proceda bene. Alcuni recitano qualche semplice preghiera imparata da piccoli... o da grandi. C'è una preghiera alla Vergine molto nota; serve, oltre che per l'offerta delle azioni, per una consacrazione personale quotidiana alla Madonna: «O Signora mia e Madre mia, io mi offro interamente a te. E, in pegno del mio filiale affetto, ti consacro in questo giorno la mia anima e il mio corpo, i miei occhi, le mie orecchie, la mia lingua, il mio cuore: in una parola tutto il mio essere. E, poiché sono interamente tuo, o Madre piena di bontà, proteggimi e difendimi come cosa tua e tuo possesso. Amen». È anche il momento opportuno per rinnovare i propositi di lotta dell'esame di coscienza del giorno precedente, chiedendo a Dio la grazia per compierli.

[...]

III. Dobbiamo rivolgerci al Signore ogni giorno, chiedendogli aiuto per averlo sempre vicino; e questo non solo nei momenti dedicati espressamente a parlare con Lui, ma anche durante le normali attività quotidiane, perché vogliamo che, oltre a essere ben fatte, diventino preghiera gradita a Dio. Perciò possiamo dire insieme alla Chiesa: «Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto: perché ogni nostra attività abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento».

La santa Messa è il momento più opportuno per rinnovare l'offerta della nostra vita e delle azioni della giornata. Mentre il sacerdote offre il pane e il vino anche noi offriamo quello che siamo e possediamo, e tutto ciò che ci proponiamo di fare nella giornata. Mettiamo sulla patena la memoria, l'intelligenza, la volontà; e la famiglia, il lavoro, le gioie, il dolore, le preoccupazioni. E ancora le giaculatorie, gli atti di riparazione, le comunioni spirituali, le piccole mortificazioni, gli atti d'amore coi quali speriamo di riempire la giornata. Questi nostri doni ci paiono sempre piccoli e poveri, ma, unendosi all'oblazione di Cristo nella Messa, diventano incommensurabili ed eterni. «Tutte infatti le loro [dei laici] attività, preghiere e iniziative apostoliche, la vita coniugale e familiare, il lavoro giornaliero, il sollievo spirituale e corporale, se sono compiute nello Spirito, e anche le molestie della vita, se sono sopportate con pazienza, diventano offerte spirituali gradite a Dio attraverso Gesù; nella celebrazione dell'Eucaristia sono in tutta pietà presentate al Padre insieme all'oblazione del Corpo del Signore».

[...] E al momento della consacrazione affidiamo tutto definitivamente a Dio. Da quel momento nulla è più soltanto nostro – è come se l'avessimo ricevuto in deposito e in amministrazione -, pertanto tutto andrà utilizzato per il fine al quale lo abbiamo destinato: per la gloria di Dio e per il bene di chi ci sta vicino.

Il fatto di offrire tutte le nostre azioni a Dio ci aiuterà a curarle meglio, a lavorare con più intensità, a essere più sereni in famiglia anche quando siamo stanchi, a essere cittadini esemplari, a seguire con più attenzione le relazioni sociali e famigliari. Potremo rinnovare l'offerta delle nostre azioni, anche solo col pensiero, molte volte al giorno; per esempio quando iniziamo un nuovo lavoro, o quando quello che stiamo facendo presenti qualche difficoltà. Il Signore accoglie anche la nostra stanchezza, che acquista così un valore redentivo.

Viviamo ogni giornata come se fosse l'unica che abbiamo da offrire a Dio, cercando di fare bene le cose, e riportando a Dio, con la contrizione, quelle che abbiamo fatto male. Un giorno sarà l'ultimo, e anch'esso l'avremo dedicato a nostro Padre. Allora, se avremo vissuto offrendo a Dio la nostra vita e rinnovando l'offerta di giorno in giorno, udremo Gesù dirci, come ha detto al buon ladrone: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».



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